C'è un momento, arrivando a Genova dal mare o percorrendo l'autostrada che piega verso il porto, in cui la vedi spuntare sopra i tetti: alta, bianca, impossibile da ignorare. La Lanterna di Genova è il faro più antico e più alto del Mediterraneo, una torre di pietra che sorveglia il porto dal 1128 — quasi novecento anni di storia condensati in 77 metri di struttura, elevati su uno scoglio di quaranta metri sul livello del mare. La sua luce, visibile fino a 50 chilometri di distanza, è stata il punto di riferimento di generazioni di marinai. Ancora oggi, nessun genovese si sente davvero a casa finché non la scorge all'orizzonte.
Visitarla significa capire Genova in un modo che nessuna guida riesce a trasmettere del tutto. Significa salire quei 365 scalini — uno per ogni giorno dell'anno, secondo la tradizione popolare — e arrivare in cima con il fiato corto ma con il porto ai piedi e la Superba che si apre come una mappa vivente. O fermarsi alla terrazza panoramica, raggiungibile già ai 172 scalini, se le gambe reclamano pietà.
Un po' di storia: dalla guerra al patrimonio
La Lanterna nasce come torre di avvistamento militare. Le prime fonti scritte risalgono al 1128, quando Genova era una delle potenze marinare più importanti del Mediterraneo e il porto era il cuore pulsante di un impero commerciale che si estendeva fino al Mar Nero. Per secoli la torre fu alimentata con olio d'oliva — non è un dettaglio romantico, ma una scelta tecnica precisa: bruciava lentamente, dava una luce stabile, era disponibile in abbondanza in Liguria.
La storia della Lanterna è anche una storia di distruzioni e rinascite. Durante le sanguinose lotte tra Guelfi e Ghibellini che dilaniarono Genova nel Medioevo, la torre subì danni gravissimi. Fu ricostruita e rafforzata più volte nel corso dei secoli, fino ad assumere la forma attuale: due torri ottagonali sovrapposte, quella inferiore più massiccia, quella superiore più snella, culminanti nel fascio di luce che ancora oggi orienta le navi nel porto.
Nel 2001 è stata aggiunta la passeggiata esterna di 800 metri, un percorso che ricalca l'antica strada di accesso da occidente, la strada che i genovesi percorrevano quando il faro era fuori dalla città, su un promontorio battuto dal vento. Oggi quella passeggiata è uno dei tratti più suggestivi di tutta Genova.
Cosa vedere: quattro itinerari per quattro pubblici diversi
La visita alla Lanterna non è solo "salire e scendere". Il sito si articola in quattro itinerari distinti, pensati per viaggiatori con tempi e interessi diversi.
- Le rovine della fortezza con il museo: prima di raggiungere il faro, si attraversa ciò che resta del sistema difensivo che proteggeva il promontorio. Il piccolo museo raccoglie reperti storici, mappe antiche e documenti che raccontano il ruolo militare della Lanterna nel corso dei secoli.
- Il faro vero e proprio: la scalinata interna, stretta e avvolta nella pietra, porta alla lanterna e alla terrazza esterna da cui si abbraccia l'intera Genova — il porto container, il centro storico, i palazzi dei Rolli sulle colline, e nelle giornate terse l'Appennino e persino il Monte di Portofino.
- Il museo open air: un percorso a cielo aperto tra installazioni, pannelli e sculture che raccontano la storia del faro e del porto, adatto anche ai bambini e a chi non se la sente di affrontare le scale.
- La passeggiata esterna di 800 metri: costeggia le mura del promontorio con viste sul porto commerciale e sulle colline. È il tratto più fotogenico, specialmente all'alba o al tramonto, quando la luce radente colora il mare di arancio.
Tra le curiosità che si scoprono durante la visita, c'è il museo delle reliquie del mare: ancore di epoche diverse, cannoni recuperati dai fondali, strumenti di navigazione che raccontano secoli di traffico marittimo. Un posto affascinante per chi ama la storia navale, spesso ignorato dai turisti frettolosi.
Infine, un dettaglio moderno che non sfugge ai più attenti: la luce della Lanterna cambia colore in alcune occasioni speciali, per sensibilizzare l'opinione pubblica su temi sociali o ambientali importanti. Un modo per tenere il simbolo della città connesso al presente.
Informazioni pratiche per la visita
Prima di partire, conviene acquistare il biglietto direttamente su lanternadigenova.com, dove trovi anche gli orari aggiornati — variano tra stagione invernale ed estiva, e in alcune giornate il faro è chiuso al pubblico per eventi speciali o manutenzione.
Per chi arriva in auto, l'uscita giusta è Genova Ovest. Il parcheggio più comodo si trova al Terminal Traghetti, a pochi minuti a piedi dal promontorio della Lanterna. Attenzione: la zona portuale ha una viabilità un po' labirintica, soprattutto nei giorni di imbarchi intensi. Meglio arrivare con calma.
Chi preferisce i mezzi pubblici ha due opzioni comode: la metropolitana fino alla fermata Dinegro, da cui la passeggiata verso la Lanterna dura circa 10-15 minuti, oppure il bus linea 1 fino alla fermata Lanterna. Entrambe le soluzioni funzionano bene e permettono di evitare lo stress del parcheggio.
Un consiglio per chi pianifica la visita: se il tempo lo permette, calcolate di arrivare circa un'ora prima del tramonto. La luce calda del pomeriggio trasforma la vista dal belvedere in qualcosa di memorabile, e avrete ancora il tempo di percorrere la passeggiata esterna prima che faccia buio.
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